
La pizza rianata è l’essenza stessa della Sicilia occidentale, un trionfo di profumi mediterranei che racchiude in un impasto soffice e generoso tutta la forza della terra trapanese.
Esistono sapori capaci di fermare il tempo e riportarti, con un solo morso, a quelle estati infinite trascorse in Sicilia.
Per me, questo lievitato è indissolubilmente legato ai ricordi d’infanzia, quando facevo le vacanze dai nonni, la pizza rianata non mancava mai, era l’appuntamento fisso del sabato sera o delle scampagnate improvvisate.
Ricordo il nonno che controllava la temperatura del forno e la nonna che, con gesti esperti, affondava le dita nell’impasto per accogliere il condimento.
La mangiavamo rigorosamente con le mani, seduti sui gradini di pietra o in veranda, mentre il sale delle sarde e la spinta dell’aglio creavano quell’equilibrio perfetto che solo i sapori di una volta possiedono, ogni morso era un ritorno a casa.

Ma come nasce questa prelibatezza?
La storia della pizza rianata affonda le radici nella cucina povera dei contadini e dei pescatori della Sicilia occidentale.
Creata per sfamare con ciò che la dispensa offriva, si differenzia dalle versioni cittadine per l’assenza di mozzarella, sostituita da un’abbondante spolverata di pecorino grattugiato.
Gli ingredienti sono pochi ma potenti, pomodoro a pezzi, acciughe (o sarde sotto sale), aglio, olio extravergine d’oliva e, naturalmente, una cascata di origano selvatico, (il reganu detto in dialetto)
La pizza rianata è il profumo che ti accoglie appena metti piede nella Sicilia, una fragranza inconfondibile di origano e legna che avvolge i sensi.
Non è solo un piatto da tavola imbandita, questa specialità si trova per le strade di Trapani come street food da mangiare in ogni occasione, calda di forno e servita su un pezzo di carta oleata.
Sicuramente è perfetta per accompagnare una passeggiata sulle mura di tramontana o tra i vicoli del centro storico.
Oggi, che sia comprata in un panificio storico, o preparata in casa seguendo i segreti della nonna, questa pizza resta il simbolo di una terra che sa trasformare la semplicità in un capolavoro.

| Tempo di preparazione | 30 Minuti |
| Tempo di cottura | 15 Minuti |
| Tempo Passivo | 15 Ore lievitazione |
| Porzioni |
4 Persone
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- 500 gr Farina semola di grano duro rimacinata
- 220 ml Acqua
- 100 ml Latte
- 1 Cucchiaio Olio extravergine d'oliva
- 3 gr Lievito di birra fresco
- 8 gr Sale
- 10 Acciughe dissalate o sott'olio
- 120 gr Passata di pomodoro
- qb Pomodorini ciliegino
- 2 Spicchi Aglio rosso
- qb Cipolla
- qb Pecorino siciliano grattugiato
- qb Prezzemolo fresco
- qb Origano secco io ho abbondato
- qb Olio extravergine di oliva
Ingredienti
Ingredienti per impasto
Ingredienti per il condimento
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- Per prima cosa, ho versato nella ciotola della planetaria la semola, il lievito fresco sbriciolato, l'acqua e il latte.
- Ho iniziato a impastare a velocità bassa finché il composto non è risultato grezzo ma omogeneo.
- A quel punto ho aggiunto l'olio e il sale, continuando a lavorare il tutto con il gancio fino a ottenere un panetto liscio, elastico e ben incordato.
- Ho messo l'impasto in un boccale unto d'olio, coperto con coperchio e via in frigorifero per 12-15 ore. Questa fase è fondamentale per la digeribilità e il sapore.
- Il giorno dopo, l'ho tirato fuori e l'ho lasciato lievitare a temperatura ambiente per altre 3-5 ore, finché non è raddoppiato visibilmente.
- Mentre aspettavo il raddoppio, ho preparato la base, un soffritto veloce di cipolla e olio, ho aggiunto la passata e lasciato restringere per dieci minuti.
- A parte ho anche tritato finemente aglio e prezzemolo.
- Ho unto per bene la teglia 40x30 e ho steso l'impasto con la punta delle dita, mantenendo uno spessore di circa 1 cm (niente cornicione alto qui!).
- A sequenza ho aggiunto pezzetti di acciughe dissalate,
- Aglio tritato, salsa di pomodoro e pomodorini a metà.
- Una pioggia generosa di pecorino, il prezzemolo e, ovviamente, l'origano.
- Un filo d'olio e un pizzico di sale.
- Dopo un ultimo riposo di 45 minuti in teglia, ho infornato a 230°C (statico).
- Primi 7 minuti a 230°C a metà altezza.
- Ultimi 5 minuti abbassando a 180°C per asciugarla bene.





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